‘Le Monde’ spiato dai servizi segreti di Parigi: il ministro Guéant nell’occhio del mirino.

Oltralpe

Liliane Bettencourt

Di Andrea G. Cammarata

Il controspionaggio francese ha avuto accesso ai tabulati telefonici di un giornalista di ’Le Monde’ per cercare di confinare una fuga di notizie durante l’affaire Woerth-Bettencourt [Wiki]. A sostenerlo questa mattina dalle pagine del suo sito è proprio l’autorevole giornale francese. Agli atti della magistratura d’Oltralpe ci sono infatti due richieste della Direzione Centrale Informazione Interna (DCRI, controspionaggio) inviate all’operatore telefonico Orange con stampato il timbro “confidenziali”, e prontamente evase.

Il noto quotidiano francese aveva sporto denuncia alle autorità già nel mese di maggio, costituendosi parte civile per “violazione del segreto delle fonti”. La patata bollente è per ora in mano al giudice Sylvie Zimmermann, un caso d’ingerenza nella libertà di stampa, da parte dei servizi segreti di Parigi, che sembra destinato a divenire una questione di Stato. François Hollande, candidato socialista alle primarie, giovedì scorso ha commentato con preoccupazione che “questo comportamento deve essere denunciato. Nicolas Sarkozy voleva essere a capo di una Repubblica irreprensibile, -ma- è alla testa di uno Stato sospetto“. Intanto c’è chi si chiede se questo non sia il solito caso di giustizia, e stampa, ad ’orologeria’, scoppiato proprio non lontano dal primo turno delle primarie [Lettera 43], fissato il 9 ottobre prossimo.

L’affaire Bettencourt veniva invece allo scoperto il 16 giugno del 2010, al seguito della pubblicazione di alcune registrazioni illegali, divulgate dal giornale online ‘Mediapart’ e svolte dal maggiordomo di Liliane Bettencourt, azionaria di maggioranza del gruppo L’Oreal. Lo spionaggio ’domestico’, una volta autentificato, interessò la magistratura d’Oltralpe che aprì un’inchiesta. Oltre i sospetti di frode fiscale nei confronti di Liliane Bettencourt, nel mirino dei magistrati entrava anche Eric Woerth, ministro del lavoro e sposo di Florence, impiegata contabile nella società di gestione del patrimonio Bettencourt e dell’azionariato L’Oreal. Ne risultava all’opinione pubblica un conflitto di interessi non da poco, e Florence Woerth, interrogata, riferì ai giudici anche un possibile finanziamento illegale per la campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy.

Nello stesso periodo, fra il 12 e il 16 luglio 2010, il controspionaggio francese ha avuto accesso ai tabulati telefonici di Gèrard Davet, collaboratore del quotidiano francese. Volevano scoprire con chi stesse parlando il giornalista. E Orange, operatore telefonico, fornisce in tutta risposta le bollette telefoniche dettagliate del giornalista: con geo-localizzazione, ora, numero e data, delle chiamate in entrata e uscita, passate sul suo telefono in quel periodo.

Gli 007 hanno agito all’indomani dell’edizione del 18-19 luglio 2010, quando ’Le Monde’ aveva pubblicato le dichiarazioni rilasciate alla polizia da parte di Patrice De Maistre, mentore di Liliane Bettencourt. L’informatore di ’Le Monde’ sembra essere David Sénat, consigliere dell’ex-ministro Affari esteri Michèle Alliot-Marie, che a fine 2010 era stato messo ’a disposizione’ dalla magistratura [L’express], proprio perché sospettato come autore delle fughe di notizie inerenti il caso Bettencourt.

Ieri il ministro dell’Interno Claude Guéant ha confermato alla stampa che il DCRI, al tempo, aveva effettuato dei “controlli su alcune comunicazioni telefoniche, cosa totalmente differente dalle intercettazioni”, aggiungendo che “si cercava chi stesse divulgando le notizie dall’interno dell’amministrazione delle procedure giudiziarie, che è un fatto assolutamente scandaloso”. Pilatesco, Guéant ha poi concluso spiegando che “c’è una denuncia da parte di ’Le Monde’ e la giustizia dirà cosa è successo”.

L’Eliseo è perciò sotto accusa [L’Express] da parte del quotidiano per aver sollecitato i servizi segreti a indagare su un proprio collaboratore. Uno dei consiglieri di Sarkozy si è astenuto da qualsiasi commento su quello che – ha detto – è da ritenersi solo un “affare giudiziario in corso”. Anche il resto dell’entourage del Capo di Stato francese non ci tiene ad alimentare il dibattito su quanto riferito dal ministro dell’Interno: riserbo assoluto.

Ma intanto voci vicine a Sarkozy, indicate da ’Le Monde’, pensano ad un eventuale allontanamento di Bernard Squarcini, capo del DCRI. E lo storico giornale aspetta le evoluzioni continuandosi a domandare se “l’affaire non arriverà fino a Claude Guéant, uomo vicino a Squarcini, nonché al tempo – della spiata – Segretario dell’Eliseo”.

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