Le Monde: “Pontida non è Woodstock”

Estero, brutte figure, padania leghista

Foto Le Monde

Di Andrea G. Cammarata

L’adunata leghista di Pontida si è fatta sentire fin Oltralpe, e oggi l’edizione cartacea di Le Monde ha raccontato l’evento annuale  della Lega Nord. Irriverenza e spaccato crudele di un’ Italia sempre più bistrattata all’estero, con l’articolo, di cui si ripropongono alcuni passi, di Philippe Ridet, corrispondente per il noto quotidiano francese.

Ridet, inviato speciale per Le Monde, sarà giunto domenica fra la folla di Pontida con la solita gentilezza diplomatica, quella caratteristica dei cronisti francesi, lanciando anche qualche “oui, oui, laissez moi passer”. Prima del carnaio, racconterà avere visto un “sexyshop”, una “macelleria islamica”, poi un parcheggio, fino alla visione allucinatoria di personaggi caratteristici quali “militanti leghisti travestiti da soldati medievali”. Poi, con la classica nonchalance europea, rivolgerà lo sguardo verso il palcoscenico.

La scena, in basso: migliaiai di padani che “brandiscono le bandiere con l’illusione di sentirsi più forti” cantando Va Pensiero di Verdi, e sopra “l’anziano capo”, l’Umberto, 70 anni, impegnato con voce impercettibile in un comizio bestiale.

Fra le righe del suo articolo Ridet ometterà per finesse quel incipit bosssiano, quella “risposta ai giornalisti coglioni che la Lega è in rotta”. E con fatica intenderà gli altri mugugni del ministro padano. Di Bossi riporterà perciò le parole rassicuranti “Non possiamo prenderci la responsabilità di mandare il paese in malora”, ma anche “Niente ci dice che saremo con Silvio alle prossime elezioni” e “se dovessimo votare oggi, la sinistra vincerebbe”.

L’inviato si domanderà anche come può la Lega esigere una riduzione delle tasse, quando “l’Italia è sotto l’occhio sospettoso delle agenzie di rating per l’enormità del suo debito di 1800 miliardi di euro, il 120% del prodotto interno lordo” e  con un piano di austerità da 40 miliardi di Tremonti in vista.

Ma bando alle ciance e più propaganda per tutti.  Via ai riferimenti in “puro stile leghista” ad un’ “indipendenza della Padania, entità geografica più mitica che reale situata a nord del Po”. E quelle bandiere: “Maroni presidente del Consiglio”. Poi Ridet, sarcastico: “Un tipo che si chiama Maroni non può mollare la presa (è un modo di dire, la parola italiana “maroni” indica anche i testicoli)”.

Lasciando il chiasso dell’adunata paludosa l’inviato scoprirà che “decine di associazioni padane hanno allestito degli stand. Che in uno di questi ci si può fotografare con Miss padania, una bionda in microshort”. Per  poi concludere tristemente su questa pagina d’Italia: “E’ stato inutile domandare alla Miss cosa ha pensato del discorso di Bossi. E il suo accompagnatore si è indignato minacciandomi: <Insomma è una ragazza! Occupati piuttosto della Francia e lascia tranquilla la Padania>. Pontida non è Woodstock”.

Pubblicato Agoravox

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Francia: si pulisce il culo con il tricolore. Scatta la legge

Oltralpe

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Di Andrea G. Cammarata

Anche la Francia ha i suoi momenti di bassezza, ieri il capo di Stato francese, Nicolas Sarkozy,è stato oggetto di un lancio di bottiglietta di plastica da parte di un discolo scolaro, tempo fa un altro ragazzino dopo aver avuto l’onore di poter stringere la mano al presidente, si era vistosamente pulito sui pantaloni l’arto, come a mo’ dispregiativo.

Situazioni simili sono avvenute per il capo del governo, Berlusconi, in Italia: la statuetta del duomo di Milano lanciata da Tartaglia è un caso, ben più grave, ma ugualmente indice dell’intolleranza suscitata da questi “alti” rappresentanti di Stato.

Quanto all’amor di Patria, pratica oramai in disuso un po’ ovunque, e alla salvaguardia dei simboli dell’identità nazionale, come bandiera e inno, sembra che anche in questo fra il Bel Paese e la patria dei Lumi, ci sia una certa analogia. E’ notizia di ieri di una proposta di legge francese per rispettare la bandiera tricolore. L’indignazione generale è stata suscitata in seguito alla pubblicazione da parte del quotidiano Métro di una foto. Tale allegro ritratto mostrava “un uomo che si puliva il posteriore con la bandiera tricolore”, così riporta il fatto il settimanale d’oltralpe, L’Express.

Il testo di legge è stato depositato ieri da Louis Nègre, senatore UMP, il Partito della maggioranza, e 50 deputati avrebbero già accolto positivamente l’idea. Oggetto della proposta sarà quello di “sanzionare l’oltraggio alla bandiera o all’inno nazionale, fuori, come già lo prevede il codice penale attualmente, da una manifestazione organizzata o regolamentata dalle autorità pubbliche”, le sanzioni saranno anche per chi “offre, rende disponibile, o diffonde un’immagine o una rappresentazione di oltraggio alla bandiera o all’inno nazionale, dal momento in cui si costituisca un invito a commettere l’infrazione”, è quanto si legge nel comunicato diffuso dal senatore.

Naturali, le memorie, tutte italiane, vanno a un leader della maggioranza, deputato della Repubblica e ministro:  “Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo” e “Il tricolore lo metta al cesso, signora”, ancora “Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore.” (fonte Wikipedia). Queste dichiarazioni, sebbene datate di più di dieci anni, sono valse una condanna per il reato di vilipendio alla bandiera italiana, a Umberto Bossi. Questione di “Trico”.

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-Sarkozy sfiorato da una bottiglietta di plastica vuota. Video

Italia, cosa si vede da Oltralpe

Estero, brutte figure


Liberation racconta l’ Italia in mano a Berlusconi e alla lega di Umberto Bossi.

di Andrea G. Cammarata

“L’ Italia è un paese normale?” A leggere Liberation sembrerebbe proprio di no. E’ di qualche giorno fa l’articolo del noto quotidiano francese, si parla di Berlusconi, di Bossi,  di un’Italia sulla strada dell’inciviltà. Il quotidiano titola: “L’italia di Berlusconi, un paese sulla strada dell’imbarbarimento”. Una déchue causata dall’anomalia di un premier che detiene l’intero potere mediatico e politico, che “vomita” ingiurie sulla magistratura, che critica senza tregua la costituzione, che utilizza il parlamento come fabbrica di leggi destinate a salvarlo dai tribunali. Di un premier la cui politica è tutt’altro che dignitosa, condita com’è di barzellette e umiliazioni verso la donna; la cui vita personale è uno scandalo sessuale degno di un romanzo di Nabokov. Liberation non fa sconti. Descrive un’Italia provinciale dove la  “classe politica viaggia poco, raramente parla l’inglese”. Un’ Italia la cui scena, dagli anni ’80 in televisione, l’hanno vista tutti, stranieri e non: “culi, pubblicità, talk show urlati, personaggi iracondi”. Pochissimi i programmi d’inchiesta. “Vedere un sociologo, un filosofo, uno scienziato o uno storico in tv è cosa più unica rara”. La nostra è una tv protesa al solo intrattenimento, intrattenimento del bello imperialista a integrazione zero, mai un volto di colore nelle trasmissioni pubbliche, solo quello a pois di Bruno Vespa che, a detta di Liberation, con il suo Porta a Porta, sarebbe in grado di “Rimpiazzare Camera e Senato”.

Con l’accuse di Liberation non c’è difesa nazionalista che tenga, possiamo solo piegare il capo e prendere atto di come ci vedano all’estero. Siamo ultimi in tutte le classifiche, scuola, sanità, ecologia, diritti, cultura, tecnologia, ma fra i primi per quanto riguarda l’alto livello di corruzione politica, censura alla stampa, lentezza giudiziaria. Siamo anche “Il paese europeo più avaro”, beffeggiati da Bill Gates che ha rimproverato il Sultano di aver ridotto gli aiuti pubblici per lo sviluppo.

Torna sempre, un loop continuo di dannazione, Berlusconi è naturalmente la causa del limitato accesso al Web e delle norme di censura che ci stanno per coinvolgere. C’è meraviglia da parte dell’autore dell’articolo nel dover ammettere che, a causa del decreto Pisanu, “In Italia la connessione a una rete wireless in un luogo pubblico è sottomessa alla presentazione della carta d’identità”. Altrove non succede, c’è libertà. In Italia si pensa a controllare Facebook, e i gruppi  contro Berlusconi chiudono, senza alcun avviso, e i finanziamenti per la banda larga sono stati tagliati dal Governo. E’ un niet che fa pensare.

Liberation continua: “L’accesso alla rete è indietro e sotto sviluppato in rapporto al resto d’ Europa”, Berlusconi “Uomo di televisione vecchio stile, considera internet pericoloso, perché fuori controllo e fuori dal suo impero”. Non a caso c’è stata la stretta al Web promossa dal ministro dell’Interno Maroni e la milionaria richiesta di risarcimento di Mediaset a You Tube sui diritti mancati. Liberation non lesina su alcun settore: il livello sociale è il peggiore, nell’articolo si parla del Bel Paese come la vittima di un  “Degrado morale  e civico” o meglio di una barbarisation operata dalla Lega Nord di Umberto Bossi, il cui house-organ La Padania si contende il titolo del quotidiano più becero con Il Giornale di Feltri, della famiglia Berlusconi.

Giornale che può usare così la sua prima pagina “La democrazia ci ha rotto i coglioni” o come in occasione dei fatti di Rosarno “Questa volta hanno ragione i Negri”. La Padania è in concorrenza, Liberation ne riporta le ignobili parole “Quando ci libererete dei negri, delle puttane, dei ladri extracomunitari, degli zingari che infestano le nostre case…Sbatteteli fuori, questi maledetti!”.

E’ l’alleanza decisiva scelta da Berlusconi, quella del Partito dell’Amore, che fonda le sue basi sulla ricerca dell’odio nel prossimo, nel diverso e nell’insicurezza; un’alleanza che ha dato luogo alle ronde, che ha fatto del solo essere uno straniero “sans papier” un delinquente (legge sull’immigrazione nel decreto sicurezza dello scorso anno).  La Lega Nord ha reso normale la xenofobia, aggiunge Liberation “Servirebbe una biblioteca vaticana per enumerare tutti i discorsi  di incitazione all’ odio razziale, di omofobia,  di anti-meridionalismo pronunciati dai leader della Lega”. Per citarne alcuni esaustivi, quello di Giancarlo Gentilini, ex sindaco di Treviso, nonché membro di spicco del partito padano. I suoi comizi, prima che venisse sospeso, erano di un razzismo feroce, caratterizzati da un odio indomito, su You Tube: “Voglio eliminare tutti i bambini zingari…”. Mentre il pubblico padano applaude, lui continua “Che i musulmani vadano a pisciare nelle loro moschee”. Poi ci sono le parole di Roberto Maroni, ministro dell’Interno: “I fatti di Rosarno sarebbero la conseguenza della troppa tolleranza verso gli immigrati”. O quelle dell’ On. Borghezio: “Gli extracomunitari sappiamo dove sono, andiamo a prenderli noi e li mandiamo a casa loro a calci in culo”. Camicie color verde speranza… Alcuni, grazie al loro passato da parlamentari ( Borghezio, Maroni, Bossi), sono stati salvati dalle accuse della magistratura che li vedeva operanti in  “un’associazione di carattere militare con scopi politici” e non dovranno rispondere del reato inerente di costituzione di banda armata. Insomma così l’Italia è vista dai cugini d’Oltralpe: “La si guarda in lungo e in largo, amandola per la sua cucina, le sua arti, i paesaggi, ma non la si prende molto sul serio, né nel bene, né nel male.”

(Ultima revisione 19/03/2011)

l’artcolo di Liberation